Omophobia
Scritto il April 4, 2008 |
Un gruppo di ragazzi naturisti è riuscito, a Manchester, a farsi riservare la piscina in un dato momento della settimana per fare tutti quanti il bagno nudi. Naturalmente non mentre c’è altra gente, in un momento di uso “privato” della piscina. Questi ragazzi sono omosessuali, ci viene detto, anche se la cosa di per sé non mi pare avere un grosso peso nella vicenda: un po’ come se avessero detto “e hanno tutti i capelli corti” o “e portano tutti il 43 di piede”. Vabbe’.
Comunque la cosa fa notizia, corriere.it titola “gay nuotano nudi nella piscina comunale”. Strano che faccia notizia, a Milano (e non solo a Milano) ci sono piscine che da anni concedono l’uso delle strutture ai gruppi naturisti, ma nessuno ne ha mai parlato tanto, mi pare. L’articolo poi racconta delle mamme scandalizzate che ritirano i bambini dai corsi di nuoto, e del comune di Manchester che sembra comunque voler mantenere la propria linea.
Primo. Care mamme, ma che ve ne frega se in piscina, in un orario diverso da quello in cui ci portate i vostri bimbi, c’è gente che nuota nuda? Magari nelle aule della scuola che frequentano, nottetempo, un bidello e l’insegnante di chimica hanno fatto le cosacce: che fate, nel dubbio li ritirate anche da là?
Secondo. Caro corriere.it, quel “gay” sparazzato nel titolo è proprio triste. La notizia è che la piscina è stata concessa a un gruppo naturista, non che il gruppo è composto da omosessuali. Se fossero stati tutti eterosessuali, non sarebbe cambiato nulla, sempre nudi sarebbero stati. Oppure, caro corriere.it, stai velatamente intendendo qualcosa che non dici, (non sarebbe la prima volta che si leggono meraviglie simili, eh!) qualcosa come “ed essendo gay, perdipiù nudi, chissà che cosa combineranno!”; quasi come se un omosessuale fosse di per sé incapace di mantenere il controllo sulle proprie più animalesche pulsioni.
Forse ce la meritiamo, quella simpatica (a chi?) cariatide di Paola Binetti…
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