Albano: un omino piccolo piccolo a cui piace menare le mani (sulle donne)

Albano, come va? Come va? Tutto ok? Tutto ok?
E ’sta figura dimmerda? Sì, va bene!

Tags: , , ,

Le ultime dal Corriere ;-)

2008-01-30_154337

(clicca per ingrandire)

Le ultime news del Corriere, così come sono in questo momento (30 gennaio 2008, ore 15:43). E lette così come le leggo io, of course.

  1. Legrottaglie non tromba da due anni. Interessante.
  2. Moretti invece tromba, in tutte le sale cinematografiche. Intendo nel film, non in sala. Vabbé. E nel frattempo appena prima della prima (ops, bisticcio di parole) compare magicamente su YouTube il filmatino del dietro le quinte (metto il link, sperando non rimuovano subito la scena, un po’ hot) “rubato” (sì, raccontalo a un altro) da nonsisabenechi.
  3. A proposito di trombare, alla fine a prenderlo nel didietro dovrebbe essere Marini. Tanti auguri, la situazione da prendere in mano è piuttosto semplice, no?
  4. Ora a proposito di prenderlo nel didietro, ecco un po’ di riflessione sul giorno in cui l’uomo scomparirà da questo pianeta. Wow, che notiziona. Mi piacciono ’sti scienziati che giocano a Sim Earth e ogni tanto ci raccontano come vanno a finire le loro partite.
  5. E sempre a proposito di prenderlo nel didietro, non poteva mancare il riferimento al Cavaliere, e alla notizia della sua assoluzione al processo Sme (assoluzione del tutto fatta in casa, bravo Cavaliere, ancora una volta self-made-man), vero preludio all’imminente inculata di massa che ci attende da qui a qualche tempo…

Tags: , , , , ,

[repost?] Mauro Montanari parla della famiglia di Clemente Mastella

mastella.07

Non nascondo che mi sono abbastanza appassionato alle vicende di questa famiglia. Già. Forse per il mio interesse, qualcuno mi ha girato questa mail, che molti avranno già letto. Fa niente. Non ho capito da che sito o da che blog o da che giornale provenga. Così come arriva, io la posto.

Senza particolare sorpresa e commenti di parte.
Solo una domanda: chissà chi paga?

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.

Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’ 1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.

Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”.

A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Che farà?

Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito.

Ma è sempre lui, penserete.

Che c’entra? Se è bravo, non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.

Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98 mila euro per viaggi aerei e trasferte.

Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo, Elio Mastella e Pellegrino Mastella. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.

Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? Ci faceva l’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli!

Quindi, tornando al giornale: le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora - assicura l’editore - non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste “Poseidon” e “Why Not”, si avvicinava ai conti de Il Campanile.

Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni
settimana, fino a togliergli l’inchiesta. Ve lo ricordate?

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141 mila euro per rappresentanza e 22 mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4500 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella jr., fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza.

E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail,
e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS

Tags: , , , , ,

beccoblu, chi era costui?

uccellodelparadiso

Su vari network (tipo quelli riportati in cima a questo blog) il mio nick è beccoblu. Su Twitter, su Last.fm, su Tumblr, ma anche sul forum dove si parla del Nintendo DS e su usenet.

Beccoblu è un personaggio di una favola. Un uccello del paradiso che cade dal nido quando è ancora nell’uovo. L’uovo si rompe, lui esce ma, da buon “neonato”, non sa nulla di chi o cosa sia. Incontra una rana (Tina) non troppo sveglia, che gli dà il nome (Beccoblu) per una sua caratteristica fisica che forse non è il caso di specificare e con lui comincia a formulare ipotesi altamente verosimili:
- Forse sei una rana come me (Tina); ma Beccoblu non sa saltare, quindi no.
- Forse sei un pesce come Arturo; ma Beccoblu non sa nuotare, quindi no.
- Forse sei un serpente come Otello; ma Beccoblu non sa strisciare, quindi no (tra l’altro furba, la rana, a fare visita tranquilla al serpente, eh!).

Insomma, ’sta rana è una deficiente. fatto sta che a un certo punto i due sentono un canto meraviglioso provenire dalla cima di un albero e tentano di salire. La rana idiota non riesce ad arrampicarsi, perché è idiota. Lui invece sì, arriva in cima ma non vede una fava. Anche lui non è una cima, va detto.

Comunque arriva la notte, e Beccoblu se la passa da solo al buio (vabbé, non è che nel bosco ci siano impianti elettrici e lampadine, eh!) e in preda a mille timori.

Finalmente la mattina dopo vede da dove proveniva ’sto canto: da un uccello del paradiso! (la mamma? il papà? lo spirito del natale passato? il grande cocomero?).

Einstein-Beccoblu allora fa 2+2, si accorge che ’sto coso che canta è identico a lui e capisce quindi di essere un uccello pure lui (maddai! hai il becco da uccello, le ali da uccello, le zampe da uccello, la coda da uccello… SARAI MICA UN UCCELLO!).

Per l’eccitazione, mentre cerca di scendere dall’albero, inciampa e cade. E cadendo, si accorge di saper volare (osti, proprio come gli uccelli, pensa che combinazione!). Quindi va a salutare tutti gli amici incontrati in precedenza e parte verso il sole, seguendo finalmente la sua natura.

È una favola, come tutte (circa) le favole densa di allegorie e significati. Il non sapere chi si è, le presenze accanto a sé, l’accorgersi di saper volare solo dopo la notte buia e bla bla bla.

Ma per me ha un significato in più: è stata la prima favola che ha amato il mio bimbo (che ancora oggi, dopo altre N favole, ogni tanto quando siamo al parco si ferma davanti agli alberi e chiama Beccoblu, per sentire se gli risponde o se - come dice lui - “non risponde… sarà a prendere un caffé…”)

Tags: ,