"Le 100 cose che ameremo sempre dei videogiochi"
Scritto il January 5, 2008 |

Preso da qualche forum, passato da usenet, approdato qua.
Io personalmente mi riconosco in almeno una trentina. Sparare ai barili infiammabili, tentare di uccidere PNG alleati, salvare prima dei boss di fine livello… ma anche tutte le cazzatine finto-tecniche (come il defrag per vedere se i giochi girano più in fretta) e i piccoli dispetti di quando si gioca in multiplayer - come costringere l’avversario ai tuoi tempi di attesa per replay o impostazioni della squadra.
Le 100 cose che ameremo sempre dei videogiochi
- Sparare ai barili infiammabili.
- Tagliare il traguardo in testacoda.
- Tentare di uccidere PNG alleati.
- Infilare bombe a miccia negli orifizi di creature di grossa taglia.
- Provare a tagliare i tornanti di un tracciato rally.
- Occultare cadaveri anche se nel raggio di un miglio non c’è nessuno che li possa rinvenire.
- Trovare lo shotgun in un survival horror.
- Schiantarci a 300 all’ora contro un muro per ridurre la vettura in briciole.
- Provare la nuova ’summon’.
- Recidere con un’arma da taglio corde a cui è agganciato qualcosa di molto pesante.
- Sparare da una postazione fissa. Meglio se con un fucile a canne rotanti.
- Verificare tutto quello che si può rompere con l’arma in dotazione e lamentarsi per quel muricciolo di legno, che resiste imperterrito ai caramelloni del nostro bazooka.
- Sperare che il tasto start metta in pausa una cut-scene, quando no, regolarmente la skippa.
- Imbucarci nel tunnel della Morte Nera.
- Lanciare un hadoken a un avversario in parata al quale rimane solo un pixel d’energia.
- Salvare prima del boss di fine livello.
- Contare di superare un giro della morte anche se lo si imbocca a 34Km/h.
- Nei giochi con light gun, perdere una vita perché invece che ai nemici ci si è messi a sparare a frutta, bottiglie e finestrini delle automobili.
- Il selettore 50/60Hz.
- Falciare l’attaccante avversario in fuga.
- Controllare la mappa ogni 20 secondi.
- Salvare ogni 15.
- Passare alla visuale in soggettiva per guardare com’è fatta la cupola sopra di noi.
- Puntare il fucile da cecchino agli uccelli.
- Lanciarsi da un auto in corsa un metro prima che rovini in mare.
- Scrivere con il mitragliatore il proprio nome su una parete.
- Cambiare memory card senza spegnere la console.
- Acquistare inutili suppellettili in giochi dove non si disporrà mai di una casa in cui posizionarli.
- Tuffarsi in acqua da altezza vertiginose.
- Anche senz’acqua, a patto di avere appena salvato.
- Inclinare il pad verso destra o sinistra quando la macchina non ne vuole sapere di sterzare abbastanza.
- Rifare il livello perché abbiamo sprecato troppe munizioni.
- Tentare un improbabile pallonetto quando con il piattone si andrebbe a botta sicura.
- Saltellare su ponti fatti di legno e funi compiacendoci del moto oscillatorio così prodotto.
- Cavalcare rinoceronti e struzzi.
- Passare sotto i ponti nei simulatori di volo.
- Scaraventare i nemici in acqua, fuoco, burroni e pozzi irti di lame.
- Invertire i comandi lungo l’asse Y, a prescindere dalla configurazione originale.
- Infilare la barra verticale nella fessura ad hoc formata dai pezzi già posizionati. Altolà Freud!
- Eseguire il defrag dell’hard disk nella pia illusione che poi DOOMIII girerà più fluido.
- Incolpare frame rate, pad, lag o incursioni parentali per una sconfitta.
- Comprare il massimo numero di pozioni trasportabili presso quell’aguzzino del venditore ambulante.
- Visionare il replay di ogni gol da tutte le possibili angolazioni, specie se l’avversario è umano e preme forsennatamente i tasti nel pad nell’inutile tentativo di skippare.
- Andare ai box per scoprire se si vedono i meccanici.
- Scegliere il fondale quando si gioca a un picchiaduro in multiplayer.
- Lanciare nei genitali del battitore in prima base.
- Conservare il salvataggio prima di un bel FMV.
- Spendere di più per acquistare la versione italiana e poi impostare la lingua originale per fuggire l’immorale doppiaggio nostrano.
- Firmarci ‘AAA’ dopo aver totalizzato un punteggio patetico.
- Sbellicarci per gag che nella realtà o in TV non ci strapperebbero neanche un sorriso.
- Con visuale impedita, muovere fisicamente la testa verso i margini del televisore, nella convinzione che si riesca a scorgere oltre gli ostacoli rappresentati a video.
- Sentirci intelligenti dopo aver risolto un enigma di Resident Evil, cinque minuti dopo aver abbandonato per evidente inadeguatezza il cruciverba in copertina della Settimana Enigmistica.
- Premere nuovamente il pulsante per parlare di fronte a un personaggio di un RPG, nella vana speranza che pronunci una frase diversa da quella che è stato condannato a ripetere all’infinito.
- Prendercela con le galline di Zelda, con i topi di Ninja Gaiden, con le vacche di Resident Evil 4 e con tutti gli animali innocui che popolano incautamente i pascoli digitali. NB: Nessun animale è stato realmente maltrattato nella redazione di questo articolo.
- Percorrere una discesa rotolando.
- Appropriarci di soldi e averi recuperati in casa di gente per bene di cui si è violato indebitamente l’accesso.
- Ricorrere al freno a mano non appena possibile.
- Controllare il corretto funzionamento dei bagni: sciacquone azionabile, specchi effettivamente riflettenti, carta igienica consumabile, ecc.
- Sperperare soldi virtuali in mini-game, scommesse e souvenir. Quindi riprendere dall’ultima partita salvata.
- Il fischio degli pneumatici che perdono aderenza.
- Guardare il sole per vedere se il lens-flare è fatto come si deve.
- Zoomare sulle zone erogene dei personaggi femminili.
- Provocare tamponamenti a catena.
- Sentirci realmente eroi dopo aver salvato un mondo fittizio.
- Tagliare erba e alberi a colpi di spada. I videogiocatori sono tutti giardinieri mancati.
- Suonare il clacson e/o attivare la sirena.
- Quando all’avversario rimane un solo pixel d’energia, tentare di sconfiggerlo con una mossa stylish, operazione che conduce spesso al recupero e alla vittoria dell’avversario.
- Muoversi come deficienti per la mappa di un RPG, con gli altri personaggi del party che si muovo a serpente dietro di noi.
- Saltare. Sempre e comunque. Specie per coprire lunghe distanze, nella curiosa convinzione che saltando si vada più veloci che correndo.
- Adottare un approccio stealth. Muoversi nell’ombra e, lentamente, osservare con il binocolo il campo d’azione. Calcolare i tempi delle ronde, poi entrare in azione e morire con una pallottola in fronte. Ricaricare il salvataggio e rifare il tutto con approccio John Rambo.
- Calcio volante, spazzata.
- Inserire il god mode in un FPS e giocare per dei quarti d’ora senza alcuno scopo.
- Brasile All Stars VS Cina.
- ‘Crash-test-dummie’ perché si sta discutendo del dettaglio di un fondale.
- Invulnerabilità. Specie se corredata da gradevoli effetti di illuminazione e un frenetico jingle ad hoc.
- Trasformarsi in morfosfera, soprattutto quando non serve, per vedere se il level design è degno di Super Monkey Ball.
- Posizionarsi di fronte a un getto di vapore solo per far appannare il visore.
- Montanti che scagliano l’avversario per aria condannandolo a una combo infinita.
- Sorpasso all’interno portiera contro portiera.
- Premere due volte X per vedere se c’è il doppio salto.
- Sgasare prima della partenza.
- 60fps.
- Infierire sull’avversario nell’intervallo di tempo che separa il KO dal replay.
- Proiettili infiniti.
- Esplosioni. Tante, grosse, luminose, roboanti.
- Verificare se dalla visuale in soggettiva si vedono i piedi.
- Tentare di respingere al volo proiettili che potremmo comodamente schivare.
- Costumi extra sexy.
- Effetti domino che esaltino la fisica Havock.
- Il tasto per riportare la telecamera alle spalle dell’avatar.
- Trasformarci. Animali, demoni, automobili. In qualsiasi cosa, basta di trasformarci. Possibilmente dopo aver riempito un’apposita barra.
- Il replay di una gara vinta all’ultima curva.
- Skippare l’animazione d’ingresso a un negozio.
- Zittire la colonna sonora, che fa SCHI-FO.
- Vite extra. Sarà un retaggio dei classici arcade, ma quando si vince una vita extra ci si sente sempre dei fenomeni.
- Instant kill per strangolamento alle spalle o botta in testa.
- Il ‘click’ del tasto R3.
- Demenziali bonus game in cui non si può morire.
- Personaggi comprimari del tutto ininfluenti sul gameplay ma ottimamente doppiati nelle cut-scene.
- I giochi in 2D.
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