"Questa cavolo di fiction del Barbarossa"
Posted by dan | Filed under [Off Topic]

Saccà e Berlusconi che parlano al telefono, vabbé, ormai ne parlano da un sacco. Ma oggi, su repubblica.it, esce l’audio della telefonata. Carino, sentiamolo.
Saccà, tra una leccata e l’altra, parla di faccende interne alla Rai e non, più o meno importanti. Vabbé. Niente che non si sapesse già (o che comunque non si potesse immaginare, e non solo pensando a Saccà e Berlusconi).
Il clou della telefonata arriva però al minuto 2.42. "Senti, io avevo bisogno di vederti perché c’è Bossi che mi sta facendo ‘na testa tanta per questa cavolo di fiction del Barbarossa". LOL. E ne parlano per un po’, con Saccà che - tra un insulto a un regista qua, e due leccatine di culo là - conclude con "Barbarossa è Barbarossa, Legnano è Legnano, i comuni e Milano hanno segnato la civiltà dell’occidente".
Eh, quanta saggezza!
Uno pensa che i politici parlino sempre di "affari grossi", di faccende di massima sicurezza, di problemi di rilevanza nazionale… e invece quando si vedono… vabbé.
Poi però si parla di altro. Berlusconi chiede a Saccà di incontrare qualche persona, tra cui tale Evelina Manna.
"Evelina Manna, non c’entro niente io…", "ti spiego che cos’è questa qui: io sto cercando di avere la maggioranza in Senato, ecco. Questa Evelina Manna può essere… Perché mi è stata richiesta da qualcuno con cui sto trattando."
Risposta di Saccà: "Presidente, lei è la persona più civile e più corretta…" (ma lo sta sfottendo, forse? O è solo un’altra, estrema, leccata?)
Questo è il sito di Evelina Manna, così, magari può aiutarci a immaginare quale sia il "giro di pensieri" che sta dietro a questa raccomandazioncella eheh…
"Io sto lavorando a questa ‘Operazione Libertà’, l’ho chiamata così…", dice il Cavaliere. Bel nome, ma forse per essere più chiaro poteva chiamarla "Operazione Body Rental" o qualcosa di simile. Che so, "Operazione Compra il Senatore". Vabbe’.
Poi Saccà gli propone qualche altro impiccetto in Calabria, e la telefonata si chiude con saluti reciprocamente ossequiosi. Robette di poco conto, però: nulla di lontanamente paragonabile alla immediatamente precedente dissertazione sulla fiction del Barbarossa, pietra miliare - assieme all’affaire Evelina Manna - della nostra vita politica di cui tutti, forse, eravamo ignari.
Tags: berlusconi, intercettazioni, politica
15 Responses to “"Questa cavolo di fiction del Barbarossa"”
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Ucle Says:
January 2nd, 2008 at 13:04“Barbarossa non puo’ essere strumentalizzato in senso antistorico da Bossi, la cui famiglia è tra l’altro di origine egiziana.”
La principessa Yasmin von Hohenstaufen, pronipote di Federico II ed Isabella d’inghilterra chiede che venga sequestrato il progetto della fiction Rai su Barbarossa,(o in alternativa venga realizzato con la partecipazione di storicie filosofi obiettivi) in quanto dalle notizie emerse trattasi di strumentalizzazione storica da parte di un partito politico , manipolazione che attraverso forzature ideologiche, a discapito della verita’ storica e del valore delle scelte in contesto assolutamente diverso, vengono decontestualizzate per strumentalizzazione di parte, con l’aggravante di pressioni da parte del presidente Berlusconi sulla Rai he utilizza fondi pubblici. Trattasi di strategia antipedagogica , in quanto falsata da bieca ed arrogante precettazione leghista che disonora l’origine merolitinga celtica della Sacra progenie graalica Hohenstaufen, la cui origine da Re Desiderio , sabota la mistificazione leghista, poiche ‘lo stesso nome Longobardia ossia Lombardia fu coniato dai Re longobardi antenati del Barbarossa e lo stesso stemma di Milano era il serpente azzurro di Re Desiderio, adottato poi dal suo gastaldo Visconti.”Non si tratta di tifare per il nord o sud del mondo, la Sacra Progenie Hohenstaufen e’ il cuore e la fontana del Graal ove tutte le Religioni traggono miele medicamentoso.”Vittoria Colonna
http://www.hohenstaufen.org.uk
http://www.federicostupormundi.it“Barbarossa non puo’ essere strumentalizzato in senso antistorico da Bossi, la cui famiglia è tra l’altro di origine egiziana.”
La principessa Yasmin von Hohenstaufen, pronipote di Federico II ed Isabella d’inghilterra chiede che venga sequestrato il progetto della fiction Rai su Barbarossa,(o in alternativa venga realizzato con la partecipazione di storicie filosofi obiettivi) in quanto dalle notizie emerse trattasi di strumentalizzazione storica da parte di un partito politico , manipolazione che attraverso forzature ideologiche, a discapito della verita’ storica e del valore delle scelte in contesto assolutamente diverso, vengono decontestualizzate per strumentalizzazione di parte, con l’aggravante di pressioni da parte del presidente Berlusconi sulla Rai he utilizza fondi pubblici. Trattasi di strategia antipedagogica , in quanto falsata da bieca ed arrogante precettazione leghista che disonora l’origine merolitinga celtica della Sacra progenie graalica Hohenstaufen, la cui origine da Re Desiderio , sabota la mistificazione leghista, poiche ‘lo stesso nome Longobardia ossia Lombardia fu coniato dai Re longobardi antenati del Barbarossa e lo stesso stemma di Milano era il serpente azzurro di Re Desiderio, adottato poi dal suo gastaldo Visconti.”Non si tratta di tifare per il nord o sud del mondo, la Sacra Progenie Hohenstaufen e’ il cuore e la fontana del Graal ove tutte le Religioni traggono miele medicamentoso.”Vittoria Colonna
http://www.hohenstaufen.org.uk
http://www.federicostupormundi.it -
Ucle Says:
January 6th, 2008 at 13:54GIÙ LE MANI DA BARBAROSSA
CURZIO MALTESE
La storia della mitica fìction Rai sul Barbarossa, commissionata da Umberto Bossi a Silvio Berlusconi che l’ha commissionata ad Agostino Saccà, ha varcato i confini del teatrino nazionale e rischia di provocare un incidente diplomatico. La principessa Yasmin von Hohenstaufen, pronipote di Federico II e Isabella d’Inghilterra, ha chiesto che la fìction venga ritirata o in alternativa «realizzata con la partecipazione di storici e filosofi obiettivi», per evitare la «strumentalizzazione antistorica» da parte della Lega, «con l’aggravante di pressioni dell’ex presidente del consiglio Berlusconi sulla Rai, che utilizza fondi pubblici». La civile e appassionata presa di posizione della principessa Hohenstaufen, che volentieri, nello spirito dell’Europa unita, scambieremmo con l’allegra brigata dei nostri reali, merita una risposta coraggiosa. Quindi lasciamo perdere Saccà e Berlusconi e ci appelliamo alla Lega. Bossi, Maroni o Calderoli in passato hanno saputo riconoscere i propri errori. Da loro ci aspettiamo che definiscano la fiction sul Barbarossa per quello che è. Una «porcata».
Repubblica 4-01-2008
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dan Says:
January 6th, 2008 at 15:09Ucle, ti sta così a cuore l’argomento-Barbarossa?

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Prof Pignatelli Says:
January 7th, 2008 at 13:32Il Carroccio , un archibugio che vuol andar sulla Luna. Alla ricerca di una identita’ che non c’e'!
Dunque Barbarossa si considerava erede legittimo delle Reliquie di Cristo!E’ chiaro quanto indusse Dante Alighieri a definire l’imperatore Federico I von Hohenstaufen , il Buon Barbarossa. Cio’ non solo perche’ aveva perdonato i Milanesi mille volte, risparmiando loro ogni rappresaglia , anche di fronte alla loro tracotanza di radere a suolo altri comuni “liberamente fedeli all’imperatori”, o di tentare di avvelenarlo con un falso pazzo introdottosi nell’accampamento , dopo averli graziati!Sono interessanti le lettere del Barbarossa ove definisce Milano” la Fortezza del Papa”.Infatti se il Comune di Milano avesse , come vogliono favoleggiare i seguaci del Carroccio, rispettato l’autonomia dei Comuni, non avrebbe raso al suolo , per prevalere, i Comuni vicini. In realta’ il disegno Papale era quello di sabotarel’idea stessa della mistica dell’idea ghibellina del Sacro Romano Impero . Milano era l’avamposto, ma l’idea papale era quello di rovesciare il guanto semplicemente, rstrutturando un nuovo palinsesto del potere temporale della Chiesa, quale venuto da Dio e ratificato dalla Donazione di Costantino,rivelatosi poi falsa. Paradossalmente , oggi e’ proprio la Chiesa ad essere vicina all’idea federiciana dellla Pace e fratellanza tra i popoli, Cio’ non puo’ essere tuttavia strumentalizzato per far del Barbarossa il filo islamico, totem paradossale, in quanto lo stesso Barbarossa si considerava erede delle reliquie di Cristo , dinastia di Fortis Boaz .La realta’ e’ che le istanze dei leghisti , pur avendo una carica critica condivisibile, mancano di struttura e di palinsesto storico, quindi si sono attaccati al Barbarossa, poiche’ paradossalmente intendono vivere di eredita’ della grandezza del nemico. Combattere Barbarossa e’ un disperato bisogno di identita’ di “quattro gattipopulisti” pieni di furore iconoclasta che li ha indotto comunque a replicare e a conformarsi al modello etico morale della Roma Ladrona! Sono fuori della Storia e cercano di attaccarsi all’archibugio del Carroccio, per andar sulla luna!
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Prof Pignatelli Says:
January 7th, 2008 at 13:43Formulasi
rettifica ai sensi vigenti leggi stampa, in relazione articolo suoi tre re Magi, in data odierna ove si parla di Trafugazione delle salme dei tre Magi da parte dell’Imperatore Federico I von Hohenstaufen detto Barbarossa.Il termine e’ gravemente offensivo nei confronti del Barbarossa e dell’erede Principessa Yasmin von Hohenstaufen che ha ereditato non solo le bende di Cristo, ma i pannicoli di Cristo e reliquie dei Re Magi, unitamente alla coppa dell’unzione, individuate nelle cappelle di famiglia ,della Hohenstaufenhouse. L’offesa non trova attenuanti , anche se frutto di inconscio collettivo , in quanto e’ fondato sulla disinformazione storica .I Tre Re Magi erano coloro che si ritenevano legittimati all’Unzione dei Re Taumaturghi o Re Sacerdoti-Messia.Le salme furono portate a Milano,per volonta’ dell’imperatore Costante, dinastia dei Reges Potiores, discendenti di Elena e Costantino che li avevano in custodia, in quanto Milano era la capitale dell’impero romano d’Occidente degli imperatori Valentiniani che ,attraverso Gallia Placidia si sono riconnessi a Costanzo, figlio di Costantino. I Vescovi di Milano pretendevano di essere collocati accanto alla tomba dei Re Magi , a ratifica del ruolo di Principi della chiesa , del Re Sacerdote del potere Temporale e Spirituale, ossia il Papa.Arnaldo da Brescia tento’ invano di denunciare al Barbarossa che La donazione di Costantino alla Chiesa fosse un falso.Il Papa lo convinse che fosse solo la macchinazione di un eretico, fino a quando ,l’imperatore Comneno di Castrum Komne o Castrum Poti ,discendente di Re Poto , figlio di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio, discendente di Costantino che a Costantinopoli muto’ nome in Flavius Potior Teodatis di Castrum Potio Komne da cui flavio Isacco Comneno) cugino del Barbarossa , la cui madre era discendente della figlia Re Desiderio,Liutpranda che aveva sposato il cugino duca di Spoleto, da cui i Guelfi di Baviera, gli consegno’ le reliquie del Golgota ed il tesoro reliquiario di Gerusalemme che Barbarossa nascose nel Benedettino Monastero di Lorch(elenco delle reliquie fatte dai monaci benedettini del Monastero di lorch vedi MGH )tra cui la sindone, le bende di Cristo , i pannicoli di bambino Gesu’ e coppa dell’unzione di Re taumaturgo Messia e Sacerdote dei Re Magi , Bambino Gesu’.(vedi anche Avvenire del 14 febbraio 97 la sindone a casa Hohenstaufen scoperta della Principessa Yasmin e Convegno speciale sindone:la tesi e’ degna di fede, dichiarano 20 cardinali e Baima Bollone)Una sorta di ratifica della continuita’ del Barbarossa dalla dinastia di Costantino che la tradizione vuole discenda dalla Gens Potitia ovvero dinastia di Fortis(Potos interscambiabile con Venere , nell’accezione pagana o Ex Freya da cui Staufer o Veibil o Veiblinghen, Avril ovvero dinastia di Boaz, antenato di Gesu’ .La donazione del Comneno delle reliquie al Barbarossa, per salvarle dall’invasione dei Turchi, era la ratifica che la dinastia Veiblinghen ascendeva a Costantino per linea maschile , mentre quella dei Comneno per via femminile.Le rivalita’ tra guelfi e Ghibellini si basavano sulla diversa concezione che avevano sulla Donazione di Costantino, fino a quando non si arrivo’ a Lorenzo Valla che ne decreto’ la falsita’ .Quindi le reliquie dei Re Magi erano considerate parte integrante dell’unzione dei Re di origine graalica e non dei vescovi. Da questo punto di vista si puo’ definire la traslazione di Barbarossa una legittima appropriazione, in quanto Milano non era piu’ la capitale degli imperatori Valentiniani suoi avi , anzi i vescovi delegittimavno la stessa presenza dei re Magi a Milano, usurpandone l’unzione regale . Certamente non essendo piu’ la Germania la sede ove dimorano i legittimi discendenti del Barbarossa, sarebbe auspicabile che i Re Magi tornassero a Milano, in quanto Federico II sopravvive attraverso la discendenza del 4 figlio di Isabella d’inghilterra (die Zeit der Staufer)Federico Avril de Burey Anjou Hohenstaufen Plantagenet, la cui discendente diretta la principessa Yasmin von Hohenstaufen (che discende anche dai Comneno di Poto , attraversi i Puoti)ha ereditato gran parte delle reliquie del Golgota, tra cui le bende di Cristo e la coppa graalica che i magi portarono ai piedi del bambino che e’ l’arma avita della dinastia Avril ovveros Ex Freya ovvero Staufer che reca appunto una mano che regge la coppa dell’unzione e accanto la stella che in realta’ e’ la stella di Venere , detta cometa da Comne ovvero dei Potos(coppa) dinastia graalica , in memoria dei Re Magi. Una richiesta della Principessa Yasmin a ricongiungere alcune reliquie ossee dei Magi alle altre reliquie dei Re Magi da Colonia a Saint Genis , ricongiungendole alle reliquie del Golgota che furono del Barbarossa e’ in fase di trattativa.(note bibliografiche tratte dalla pièce “Barbarossa tra le onde del fiume Saleph” di Yasmin von Hohenstaufen Globe Theatre W. Shakespeare )
Prof Arch Alaric Veruli Saxe Coburgo Gothahttp://www.hohenstaufen.org.uk
NATIVITA’ NELLA CiTTA’ DI GESU’
Mostra delle Reliquie della nativita’ del Casato Hohenstaufen -
Expanded Says:
July 17th, 2008 at 19:48L’enciclopedia Britannica presenta il DVD della Hohenstaufen Dynasty:e’ princess Yasmin l’ultima sveva!
14 aprile 2008 alle 07:47 — Autore: cristinagiusto voti— 1 commento
copryright © 1994-2002 Encyclopædia Britannica, Inc. Sources Encylopedia Britannica 2002, Expanded ion DVD The Hohenstaufen were a dynasty of Kings of Germany, many of whom were also crowned Holy Roman Emperor and Dukes of Swabia.The proper name, taken from their castle in Swabia, is Staufen. When the last member of the Salian dynasty, Henry V, Holy Roman Emperor, died without an heir there was controversy about the succession. Frederick and Conrad, the two current male Staufens, were grandsons of Henry III, Holy Roman Emperor and nephews of Henry V. After the death of the intervening king and emperor Lothar III of Supplinburg, in 1137, Conrad became Conrad III of Germany. Contents 1 Members of the Hohenstaufen family 1.1 Holy Roman Emperors and Kings of Germany 1.2 Dukes of Swabi Members of the Hohenstaufen family Holy Roman Emperors and Kings of Germany Conrad III, king 1138-1152 Frederick I Barbarossa, king 1152-1190, Emperor after 1155 Henry VI, king 1190-1197, Emperor after 1191 Philip of Swabia, king 1198-1208 Frederick II, king 1208-1250, Emperor after 1220 Henry (VII), king 1220 - 1235 (under his father) Conrad IV, king 1237-1254 (under his father) The last ruling Hohenstaufen, Conrad IV, was never crowned emperor.
After a 20 year period the first Habsburg was elected king. Dukes of Swabia Note: Some of the following dukes are already listed above as German Kings Frederick I, Duke of Swabia (Friedrich) (r. 1079 - 1105) Frederick II, Duke of Swabia (r. 1105 - 1147) Frederick I, Holy Roman Emperor (Frederick III of Swabia)(r. 1147 - 1152) King in 1152 and Holy Roman Emperor in 1155 Frederick IV, Duke of Swabia (r. 1152 - 1167) Frederick V, Duke of Swabia (r. 1167 - 1170) Frederick VI, Duke of Swabia (r. 1170 - 1191) Conrad II, Duke of Swabia (r. 1191 - 1196) Philip of Swabia (r. 1196 - 1208) King in 1198 Frederick II, Holy Roman Emperor (r.
1212 - 1216) King in 1212 and Holy Roman Emperor in 1220 Henry (VII) of Germany (r. 1216 - 1235), King 1220 - 1235 Conrad IV (r. 1235 - 1254) King in 1237 Conrad V (Conradin) (r. 1254 - 1268) See also: Dukes of Swabia family tree See also List of monarchs of Naples and Sicily. Hohenstaufen kings ruled in Sicily from 1194 till Manfred of Sicily was killed in the Battle of Benevento in 1266. During the Third Reich, the Waffen-SS named an SS Panzer division Hohenstaufen in honour of this family. also called Staufer Dynasty, German dynasty that ruled the Holy Roman Empire from 1138 to 1208 and from 1212 to 1254.
The founder of the line was the count Friedrich (died 1105), who built Staufen Castle in the Swabian Jura Mountains and was rewarded for his fidelity to Emperor Heinrich IV. (1050-1106) by being appointed duke of Swabia as Friedrich I in 1079. He later married Heinrich’s daughter Agnes. His two sons, Friedrich II, duke of Swabia, and Konrad, were the heirs of their uncle, Emperor Heinrich V. (1086-1125), who died childless in 1125. After the interim reign of the Saxon Lothair III. (1075-1137), Konrad became German king and Holy Roman emperor as Konrad III. (1093-1152) in 1138. Subsequent Hohenstaufen rulers were Friedrich I.
Barbarossa (1123-1190) (Holy Roman emperor 1155?90), Heinrich VI. (1165-1197) (Holy Roman emperor 1191?97), Philip of Swabia (king 1198? 1208), Friedrich II. (1194-1250) (king, 1212?50, emperor 1220?50), and Conrad IV (king 1237?54). The Hohenstaufen, especially Friedrich I and Friedrich II, continued the struggle with the papacy that began under their Salian predecessors, and were active in Italian affairs. The Last Empress of imperial dynasty Avril von Hohenstaufen Burey Anjou Plantagenet is H.I.R.H. Princess Yasmine Aprile von Hohenstaufen Puoti von Comneno Canmore(1946 Chateau Princes Puoti Palais Puoti- Villa di Briano) Copyright © 1994-2002 Encyclopædia Britannica, Inc. Sources Encylopedia Britannica 2002, Expanded ion DVD
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centauronews Says:
July 28th, 2008 at 11:26Quando la storia fa boomerang!
Heraldique de France news ha pubblicato l’albero genealogico di Bossi.Discende da un ceppo egiziano che trasferito in Sicilia visse alla corte dei Normanni.Un Guendalfo Bossi ghibellino fu condottiero del Barbarossa contro Alberto da Giussano-
Ora un Bossi dice d’essere Alberto da Giussano.Nemesi o indigestione storica?
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Un particolare non insignificante e’ la scelta di Raz de Gan di sicura astrazione ghibellina ed inoltre la Barale(Baralis) discende da un ghibellino che faceva parte delle truppe del Barbarossa a Como!————————————————————–
Repubblica
POLITICA MobileInviaStampaBossi in partenza per la Romania per le riprese del kolossal sulla battaglia di Legnano
Saranno dei rom a interpretare i milanesi che combatterono lo straniero
“Alberto da Giussano sono io
Barbarossa? Lo Stato centralista”
La faraonica fiction diretta da Renzo Martinelli, protagonista Raz Degan
Trenta milioni di euro per la produzione Rai, per le comparse 400 euro alla settimanadi ROBERTO BIANCHIN
Umberto Bossi
BUCAREST - Si riconosce pienamente, il Senatùr, in quell’antico guerriero che incede spavaldo, spadone in mano per suonarle ai barbari, nella campagna romena dove stanno girando il kolossal storico “Barbarossa”. Alberto da Giussano ha i lineamenti delicati e gli occhi penetranti di Raz Degan. Ma Umberto Bossi gli ruba la parte: “Il nuovo Alberto da Giussano sono io”. E il temibile imperatore Federico I di Svevia detto “Il Barbarossa”, che il giovane Alberto, alla guida della Lega Lombarda, sconfisse nel 1176 nella battaglia di Legnano, oggi altri non è, secondo la personalissima interpretazione del capo della Lega, che “lo Stato dell’Italia centralista”, contro il quale combattono i moderni soldati del Carroccio. Per guadagnare quella libertà “che oggi, se necessario, si conquista anche con la forza”. Perché “è meglio morire che vivere come schiavi”.In partenza per la Romania, dove nei prossimi giorni verrà personalmente a vedere le scene più spettacolari della battaglia di Legnano, ricostruite con 2.500 cavalli arabi e frisoni e ventimila comparse, tra cui molti rom, nella foresta di Calugareni, Bossi ha affidato il suo pensiero sulla “modernità” della figura di Alberto da Giussano al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni”. Per spiegare che “il Barbarossa di oggi non è una persona ma uno Stato”, e che “il valore attuale di una storia come quella che racconta la fiction su Barbarossa, è quello della libertà”. Ma anche per lanciare altri personaggi “lumbard” a lui molto cari, ai quali dedicare altri film.
“Bisognerebbe portare in tivù - tuona col cipiglio del condottiero - anche la storia di San Carlo Borromeo, e quella del Medeghino, il grande condottiero milanese del sedicesimo secolo, fratello di Papa Pio IV”. Una figura in realtà controversa, quella del capitano Giangiacomo Medici detto “Il Medeghino”: per alcuni storici era solo il capo di una banda di briganti.
Ma il Senatùr sostiene che certi capitoli della storia vanno riscritti. A suo modo. Lasciate le feste di piazza, e anche il rito di settembre dell’ampolla sotto al Monviso nelle “sacre acque” del Dio Po all’amato figlio Renzo, promosso a erede sul campo di battaglia, Bossi dedicherà una parte importante del suo tempo al recupero dei miti padani. Come alle imprese di Alberto da Giussano.Una produzione faraonica da 30 milioni di dollari, che andrà in tv ma anche al cinema, voluta da Rai Fiction e affidata alla regia di Renzo Martinelli, milanese, amico del Senatùr, che ha diretto film come “Vajont”, “Porzus”, “Carnera”. Martinelli non ama sentir dire che il suo è un film “leghista”. Dice solo che l’idea nasce dal suo amore per la storia e per i personaggi dimenticati. E che “alcuni amici milanesi”, tra cui il sindaco Letizia Moratti, gli avevano chiesto di occuparsi di “storie lombarde”.
Di qui il pensiero alla fiction che mancava, quella della battaglia di Legnano, dal momento che le “Cinque Giornate” erano già approdate recentemente sullo schermo. Un progetto che ha subito suscitato l’entusiasmo del Senatùr, che ama in modo particolare le scene delle battaglie a cavallo. E non sembra affatto turbato, dicono nel suo entourage, dal fatto che i milanesi che combattono aspramente contro il barbaro straniero invasore che li assedia, lanciando palle infuocate oltre le mura con le catapulte di legno, siano nel film quegli stessi zingari romeni che la Lega vede come fumo negli occhi quando sbarcano in Italia. Dettagli. L’importante è che le comparse rom costino poco, 400 euro a settimana.
(28 luglio 2008)
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centauronews Says:
July 28th, 2008 at 13:52Degan :mezzaluna d’argento e 9 stelle in campo azzurro.
Origine saracena, guardia imperiale di Federico II .
————–Nasce sotto vibrazioni negative il Barbarossa di Bossi , all’insegna dell’incongruenza storica e alto tradimento genetico.
Bossi :origine egiziana . Totem la vacca.Rinaldo Bossi ghibellino guido’ l’assalto contro la Lega Lombarda.
—————————————–
Baralis o Barale Signori di Nizza, Barbarossa in segno di gratitudine li nomino’ conti di Pigna
d’azzurro a tre bande d’argento. -
centauronews Says:
July 28th, 2008 at 15:12Fiction antistorica quella di Bossi che dimostra di avere una visione localistica e miope della Storia. Come Hitler uso’ in modo improprio il Barbarossa per l’operazione Barbarossa contro la Russia , cosi’ Bossi e’ antiBarbarossa nella speranza di ottenere la scissione d da Roma. Ma l’attuale politica di Roma non e’il Sacro Romano Impero della regia Stirps Weiblingensium che traeva ispirazione dalla mistica ghibellina del Graal , bensi’ la politica dei romanacci con cui poi dimostra di trovarsi a suo agio.Come ha potuto sprecare cosi’ il danaro pubblico?Avrebbe fatto meglio a dispensarlo per i pensionati o disoccupati.
All’epoca della Lega Lombarda, le istanze dei ghibellini erano contrarie al Papato, oggi invece la chiesa e’ proprio a sostegno della politica auniversalistica , multiculturale della Staufenhouse.E’ una azione forzata, un ibrido culturale che genera mistificazione e manipolazione dei simboli arcani della storia.
Vi e’ solo una via contro la patologia della globalizzazione ed e’ la lotta alle Grandi Banche Europee che hanno sottomesso anche le radici all’omologazione del profitto. Bossi avrebbe dovuto rivendicare le origini celtico longobarde della Padania che significano innanzitutto riscoperta della spiritualita’ graalica di Milano Capitale dell’occidente. Avrebbe dovuto valorizzare che Milano nacque da una profezia dei Galli Insubri , gruppo celtico, quale cuore del mondo occidentale ed avere il coraggio, cosa che ha gia’ fatto , l’ultima erede e pronipote dei Re Longobardi, Princess yasmin che ha varato il marchio Granducato della Langobardia di chiedere un Referendum per la scissione da Roma.Bossi e’ outsider dalla Storia e dall’Europa e manca di coraggio!
Ha cercato un giocattolino , Barbarossa, per imbonire i leghisti, ma cosi’ la scissione andra’ alle calende greche, ossia mai! -
centauronews Says:
July 28th, 2008 at 15:15Degan :mezzaluna d’argento e 9 stelle in campo azzurro.
Origine saracena, guardia imperiale di Federico II .
————–Nasce sotto vibrazioni negative il Barbarossa di Bossi , all’insegna dell’incongruenza storica e alto tradimento genetico.
Bossi :origine egiziana . Totem la vacca.Rinaldo Bossi ghibellino guido’ l’assalto contro la Lega Lombarda.
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Baralis o Barale Signori di Nizza, Barbarossa in segno di gratitudine li nomino’ conti di Pigna
d’azzurro a tre bande d’argento. -
centauronews Says:
July 28th, 2008 at 15:17Nasce sotto la luna saracena il Barbarossa di Bossi, e non gli porta bene!
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centauronews Says:
July 28th, 2008 at 15:25Per i Celti longobardi, padri dei Bardi,violare il totem dei simboli degli antenati era una grave sciagura .
bossi violenta la storia. Ignora che il suo antenato, di origine egiziana, segui’ Barbarossa contro la lega lombarda. dice di sentirsi Alberto da Giussano che ha il volto di Degan discendente di un saraceno guardia imperiale di Federico II, mentre la compagna Paola Barale e’ ghibellina d’oc!Tutto lascia presagire che ha perso tempo e danaro… -
Rispettare Says:
July 29th, 2008 at 5:20Sarebbero stati sufficicienti 3 mila euro per girare un documentario con le stesse finalita’ di Bossi e sarebbe stato piu’ efficace etico e spontaneo il messaggio. Invece supponendo che gli italiani sono pecoroni,ne spendono 30 milioni di euro …e poi eliminano nel frattempo anche le pensioni sociali, dopo che per anni avevano sbandierato che avrebbero elevato a mille euro quelle dei meno abbienti. Ma che ne sara’ di quelli che si trovano di fronte a fatti compiuti?Andranno a vedere la fiction di Bossi?E poi aumentano i militari nelle citta’… Siamo forse di fronte a una dittatura morbida, ma ugualmente velenosa , erogata a suon di imbonimenti di mistificatori subliminali?
Ma ci rendiamo conto che non esite piu’ opposizione?e Se qesti oppositori ci avessero tacitamente venduti , patteggiando sotto banco?Perche’ gli ex comunisti e Rifondazione non si sono mai opposti realmente?Se e’ disperante il quadro, e’ meglio almeno esserne coscienti. -
neandertal Says:
July 29th, 2008 at 5:29paganesimo
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mercoledì 14 maggio 2008
«Il Barbarossa un precursore del moderno»
Liberazione 17.5.07
Parla Giovanni Leghissa docente di filosofia
«Il Barbarossa un precursore del moderno»
di Tonino BucciStavolta i nemici non sono soltanto i laici del nostro tempo. E neppure l’Illuminismo è il solo imputato trascinato sul banco degli accusati. Siamo al di là degli strali contro atei e marxisti. La mira della Chiesa - alla quale non difetta la capacità di usare la storia - punta molto più lontano, a ritroso nel passato. Il segretario generale della Cei, monsignore Giuseppe Betori, se l’è presa nientemeno con Federico Barbarossa, il primo ad aver osato sfidare con le sue “orde barbariche” il primato del potere spirituale. «E’ una crociata per la Chiesa, direi tutta italiana perché queste cose non succedono nel resto d’Europa», dice Giovanni Leghissa, docente di filosofia della scienza presso alla facoltà di scienze della formazione dell’università di Udine.
Perché proprio Barbarossa?
Lo conosciamo tutti, lo studiamo a scuola. Lo vediamo come il nostro nemico. Alberto da Giussano che combatte contro di lui frutta ancora oggi il cinque per cento alla Lega. E’ un uso interessante della storia. Per la Chiesa è una battaglia epocale e qui possiamo smascherarla. Tirare in ballo il Barbarossa significa andare alle radici di quel pensiero moderno - anche se siamo ancora nel Medioevo - che pone l’autonomia del politico rispetto alla sovranità del teologico.
E’ un attentato contro le radici dello Stato moderno?
Certo, questo è il punto. Qui la Chiesa smaschera le sue vere intenzioni. Non ne va solo della vita delle persone e della possibilità di imporre il proprio modello etico allo Stato. Qui si ritira fuori il vecchio progetto missionario di cristianizzare l’Europa.
Ma cosa c’entra Barbarossa con l’ossessione del relativismo?
Non è un caso che si mescoli la questione del relativismo. Siccome la modernità, dal punto di vista della Chiesa, ha mostrato il suo vero volto nichilista e relativista, allora arriva la religione a riempire quel vuoto di valori che la tradizione illuminista non è riuscita a colmare. Solo che il relativismo è un’invenzione. Nessuna posizione etica e morale è relativista. Se considero la ragione x quale motivazione della mia condotta morale presuppongo di poterla argomentare. E gli argomenti sono universalizzabili. Nessun filosofo o semplicememte nessuna persona ragionevole può essere mai relativista. Significherebbe dire che la mia idea è uguale alla tua. Nessuno dirà delle proprie motivazioni morali che sono equivalenti a tutte le altre.
E’ falso che il pensiero razionale non abbia valori. La differenza dalla religione è che li fonda attraverso il ragionamento e non per ricorso a un’autorità. O no?
Nella prospettiva moderna ognuno di noi è portatore per principio di valori morali autonomi che devono essere confrontati con quelli degli altri. Poi vince la motivazione più ragionevole. Il filosofo Donald Davidson lo ha chiamato principio di carità. Significa che do comunque un credito al mio interlocutore, parto dal presupposto che possa avere anche lui delle buone ragioni. La Chiesa invece parte dal presupposto che gli altri - cioè noi laici - siano portatori per definizione di valori insufficienti in quanto infondati. Ma questo non è un male. E’ costitutiva l’infondatezza dell’autonomia morale moderna. L’individuo è dotato di ragione finita e può aspirare a un certo grado di universalità nei suoi argomenti anche se non c’è fondazione. Noi scegliamo, ad esempio, un regime democratico invece di uno dittatoriale perché stiamo meglio,non perché ci sia una ragione ultima.
Ma questo non significa che tutte le scelte siano fra loro equivalenti…
Certo che no. Alcune possono essere irragionevoli. La Chiesa obietta alla ragione laica d’essere una ragione assolutista, onnipotente e totalitaria. Ma noi laici difendiamo non la ragione, bensì la ragionevolezza delle ragioni dei singoli.
Barbarossa è ricordato come il nemico della nazione. E se invece fosse il contrario? Lui e Federico II hanno rappresentato un’occasione mancata per l’Italia d’avere uno Stato e una cultura nazionali in senso moderno. Invece ha vinto la Chiesa e l’Italia ha dovuto aspettare secoli per diventare nazione. La convince?
Assolutamente. I Comuni ghibellini sono il focolaio dell’unità nazionale, in senso culturali. E’ lì che nasce lo spirito italiano. Non è un caso che a scuola studiamo Dante. Lui, in fondo, stava dalla parte di Barbarossa. La teoria dei due Soli nel De Monarchia prende spunto da Federico II.
E nella “Divina Commedia” assolve anche l’intellettuale alla corte di Federico II, Pier delle Vigne…
Da lì nasce tutto il problema: che il sovrano sia altrettanto legittimo quanto il Papa quale fonte della giustizia. L’ortodossia cattolica ha sempre respinto questa tesi malgrado alcune eccezioni come Marsilio da Padova e Ockham -
James Willis Says:
November 13th, 2008 at 3:54g5ry7xxztgsu32fb