Figlio della luna

luna

A mio figlio, che stasera ha scoperto che sopra di lui c’è una cosa chiamata La Luna.

Per chi non fraintenda,
narra la leggenda
di quella gitana che pregò la luna
bianca ed alta nel ciel.
Mentre sorrideva lei la supplicava:
"Fa’ che torni da me!"

"Tu riavrai quell’uomo, pelle scura,
con il suo perdono, donna impura,
però in cambio voglio che il tuo primo figlio
venga a stare con me."
Chi suo figlio immola per non stare sola
non è degna di un re.

Luna, adesso sei madre,
ma chi fece di te una donna non c’è.
Dimmi, luna d’argento,
come lo cullerai se le braccia non hai?

Nacque a primavera un bambino
da quel padre scuro come il fumo
con la pelle chiara, gli occhi di laguna,
come un figlio di luna.
"Questo è un tradimento! Lui non è mio figlio
ed io no, non lo voglio!"

Luna, adesso sei madre,
ma chi fece di te una donna non c’è.
Dimmi, luna d’argento,
come lo cullerai se le braccia non hai?

Il gitano folle di dolore,
colto proprio al centro nell’onore,
l’afferrò gridando, la baciò piangendo,
poi la lama affondò.
Corse sopra un monte, col bambino in braccio
e lì l’abbandonò.

Luna, adesso sei madre,
ma chi fece di te una donna non c’è.
Dimmi, luna d’argento,
come lo cullerai se le braccia non hai?

Se la luna piena poi diviene,
è perché il bambino dorme bene,
ma se sta piangendo, lei se lo trastulla,
cala e poi si fa culla,
ma se sta piangendo, lei se lo trastulla,
cala e poi si fa culla.

– Mecano, 1989

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